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Paragrafo 2 . L'unificazione amministrativa e legislativa.

     
Compiuta,  anche se non interamente, l'unificazione territoriale,  era
necessario  provvedere  all'organizzazione  dello  stato,  a   partire
dall'apparato legislativo e burocratico-amministrativo.
     Una  prima  proposta,  presentata da  Marco  Minghetti,  ministro
degli   interni  del  governo  Cavour,  favorevole  ad   un   limitato
decentramento,  da realizzare attraverso l'istituzione delle  regioni,
fu  bocciata.  Nell'ottobre del 1861, il governo  Ricasoli,  formatosi
dopo  la  morte del Cavour, avvenuta il 6 giugno, var alcuni decreti,
con  i  quali  fu esteso a tutta l'Italia l'ordinamento provinciale  e
comunale    piemontese.    Veniva    cos    scelta    la    soluzione
dell'accentramento, da sempre caldeggiata dalla Destra.
     Quale  legge  fondamentale  del  nuovo  stato  rest  lo  Statuto
albertino,  cio  la carta concessa da Carlo Alberto  nel  1848.  Esso
attribuiva  al sovrano poteri assai ampi, che per, grazie soprattutto
all'opera  svolta  dal Cavour, erano stati di fatto  ridimensionati  a
vantaggio del parlamento.Tuttavia il sovrano non rinunci a  fare  uso
di  quei  poteri  per  intervenire direttamente  ed  autonomamente  in
politica estera.
     Tra   il   1861   e   il   1865   fu  completata   l'unificazione
amministrativa. Il territorio dello stato venne suddiviso in province,
ciascuna delle quali fu sottoposta al controllo di un prefetto. Questo
era  un funzionario dipendente direttamente dal governo centrale,  che
esercitava importanti mansioni: la tutela dell'ordine pubblico e della
sanit,  l'organizzazione dell'istruzione e dei  lavori  pubblici,  il
controllo sull'operato degli enti locali.
     Le  province furono suddivise in comuni, amministrati da consigli
comunali elettivi, ma presieduti da un sindaco di nomina governativa.
     Nel  1865,  durante  il governo La Marmora, fu  completata  anche
l'unificazione  legislativa, con la promulgazione dei codici,  civile,
di procedura civile, di procedura penale, del commercio e della marina
mercantile. Essi, in gran parte ispirati ai codici napoleonici,  erano
sotto alcuni aspetti pi arretrati
     
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     delle norme vigenti, prima dell'unificazione, in Lombardia  e  in
Toscana.
     L'unificazione   amministrativa  e  quella   legislativa   furono
accompagnate dall'introduzione del servizio militare obbligatorio,  la
cui  durata fu stabilita in cinque anni. Si trattava di una novit per
la  stragrande  maggioranza della popolazione  italiana;  specialmente
nelle  aree pi disagiate delle regioni meridionali, dove la fonte  di
sussistenza  principale era l'agricoltura, per  di  pi  condotta  con
metodi   arretrati,   essa  fu  sentita  come   causa   di   ulteriore
peggioramento  delle  condizioni di vita, proprio  perch  privava  le
famiglie dei soggetti dotati di maggiore capacit lavorativa.
